mercoledì 7 gennaio 2009

La sfida degli sconosciuti

Certo, quando pubblichi un romanzo e non sei nessuno, i primi a cui ti rivolgi sono gli amici, le persone che ti conoscono e che magari - in alcuni casi - te lo comprano solo per non farti dispiacere. Ed è ovvio che ciò sia accaduto anche a me. Non nascondo tuttavia che molti commenti anche di persone amiche sono stati evidentemente più positivi rispetto a quello che una semplice cortesia poteva prevedere.
Ma ci sono due casi che mi preme citare, e sono quelli legati a due persone a me perfettamente sconosciute, fuori dal mio mondo, che non conoscevano nemmeno la mia esistenza prima di aver letto il mio romanzo.
Il primo è un fattorino della DHL che, portando le sue consegne alla reception del luogo in cui lavoro, ha visto il mio libro sul bancone e l'ha voluto acquistare.
Dopo qualche giorno, sempre per il suo abituale giro di consegne, ha lasciato detto alla collega della reception di farmi sapere che il romanzo l'aveva letto subito e che lo aveva molto colpito e gli era piaciuto molto.
L'altro è quello di una signora che faceva i pacchi regalo per la Croce Rossa in uno dei tanti centri commerciali del Veneto durante le giornate pre-natalizie. Un mio carissimo amico era andato lì per farsi impacchettare alcune copie del mio libro da regalare e lei, incuriosita, ne aveva voluta una copia. Il mio amico gliel'aveva venduta (ne aveva altre da parte...) lasciandole il numero perché, nel caso, la chiamasse per dirle se le era piaciuto. Ma sono quelle cose che fai più per cortesia che altro. E invece, dopo qualche giorno la crocerossina lo chiama per dirgli che il romanzo le era piaciuto molto e che ne avrebbe regalato probabilmente delle copie anche lei.
Insomma, questa signora, sconosciuta a me ma anche al mio amico, si è presa la briga di telefonargli per dirglielo. Apposta, capite?
Questi sono i due episodi più belli di questo periodo così denso di soddisfazioni.
Entrare nella vita di sconosciuti con le tue parole e sentirsi dire che in qualche modo li hanno toccati. Che cosa si può volere di più da un primo romanzo? Grazie a questi sconosciuti che ora mi sono amici.

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