Un posto che è nato come luogo di condivisione dei commenti di chi ha letto il mio romanzo e che pian piano è diventato anche il racconto di quello che è accaduto intorno ad esso. Alla fine è diventato il racconto di una parte di me.
lunedì 26 gennaio 2009
In vendita su IBS.IT
Per tutti coloro che non mi conoscono e che capitano qui e magari vorrebbero leggere il mio romanzo, sono lieto di farvi sapere che è ora possibile acquistarlo anche on line nel grande negozio specializzato www.ibs.it. Basta digitare il mio nome e cognome nel campo di ricerca e vi uscirà il libro. Poi lo mettete in carrello et voilà.
sabato 24 gennaio 2009
Un commento davvero speciale
Non me ne vorranno tutti gli altri che mi hanno concesso di pubblicare il loro commento. Ma questo che segue è stato una sorpresa da condividere. Qualcosa di speciale per l'acutezza, la profondità e la serietà di analisi. Traspare una passione per ciò che si è letto che è come un atto d'amicizia e come tale l'ho accolto. Una recensione appassionata più che un commento e basta. Qualcosa che racconta di un'intelligenza acuta e di un cuore grande di chi l'ha scritto.
"C’è una storia sostenuta da una tensione continua, da un ritmo battente ma come diluito, sospeso. Sincopato, direbbe Mauro.
Suoni ovattati e colori scuri accompagnano il duro fluire dell’inverno, che è riposo e silenzio. Quando il silenzio viene rotto, è con la violenza del dolore che rompe gli argini e prorompe in un grido, nel sordo rumore del bastone, di un corpo che cade. Oppure con il bisbiglio di un dolore vissuto con dignità.
Immagini scure, cupe, che fanno male a chi legge ma catturano, senza lasciare scampo: così non si può fare a meno di continuare a leggere riga dopo riga, pagina dopo pagina, calamitati dall’atmosfera, dall’oscurità, dalla nebbia, dal silenzio dell’inverno.
I pochi accenni ai primi computer, alla televisione, alle campane collocano la storia quasi al di fuori di una precisa dimensione temporale, quasi a significare che lo spirito del male aleggia eternamente, è in agguato. Ma accanto al dolore, quello quotidiano, quello universale, accanto ai drammi eterni di chi è costretto a scegliere tra la vita e il rispetto umano c’è un respiro libero, la voglia di raccontare la vita e la bellezza, la purezza luminosa di cuori semplici, al di là delle eterne contraddizioni umane.
Perché, e credo sia questo uno dei temi del romanzo, dal male nasce il male, il dolore genera dolore e chi ha ricevuto dolore e male è condannato a restituirlo, in un vortice che sembra inarrestabile.
Ma questa volta la catena del male si rompe, grazie al coraggio di Marco e alla sua fiducia in Don Luigi. Marco non replicherà l’orrore, la colpa del padre non ricadrà sul figlio. Marco si affiderà, con il semplice e infallibile intuito dei bambini, a un puro come lui. Lascerà a se stesso il padre in cui non si riconosce e sceglierà quasi inconsapevolmente un altro padre, che di coraggio e fede ha vissuto ed è morto, in una luminosa affinità elettiva.
Nella notte un volto è un libro “compatto”, essenziale, sintetico anche nella scrittura; è privo di digressioni superflue, di autocompiacimenti, di narcisistici cedimenti alla tentazione, in cui cadono oggi tanti autori di celebrati best seller, di rubare la scena ai personaggi e alla storia.
Qualche piccola debolezza? Mi pare che forse manchi, in qualche momento, il lavoro di lima sulla parola, sull’aggettivo, che manchi quell’espressione precisa che rende perfetta la frase. Forse, inoltre, in qualche momento la trama ha qualche cedimento; forse è stato voluto così, ma l’immagine del bastone rischia di diventare ossessiva, un po’ come l’ascia di Raskol’nikov. Ma questi sono dettagli.
Al di là dei meriti del libro, complimenti a Mauro soprattutto per aver dimostrato, anche lui come Marco, due belle, luminose qualità: FIDUCIA e CORAGGIO." Maria Grazia Mugheddu
Grazie Maria Grazia, infinitamente grazie.
"C’è una storia sostenuta da una tensione continua, da un ritmo battente ma come diluito, sospeso. Sincopato, direbbe Mauro.
Suoni ovattati e colori scuri accompagnano il duro fluire dell’inverno, che è riposo e silenzio. Quando il silenzio viene rotto, è con la violenza del dolore che rompe gli argini e prorompe in un grido, nel sordo rumore del bastone, di un corpo che cade. Oppure con il bisbiglio di un dolore vissuto con dignità.
Immagini scure, cupe, che fanno male a chi legge ma catturano, senza lasciare scampo: così non si può fare a meno di continuare a leggere riga dopo riga, pagina dopo pagina, calamitati dall’atmosfera, dall’oscurità, dalla nebbia, dal silenzio dell’inverno.
I pochi accenni ai primi computer, alla televisione, alle campane collocano la storia quasi al di fuori di una precisa dimensione temporale, quasi a significare che lo spirito del male aleggia eternamente, è in agguato. Ma accanto al dolore, quello quotidiano, quello universale, accanto ai drammi eterni di chi è costretto a scegliere tra la vita e il rispetto umano c’è un respiro libero, la voglia di raccontare la vita e la bellezza, la purezza luminosa di cuori semplici, al di là delle eterne contraddizioni umane.
Perché, e credo sia questo uno dei temi del romanzo, dal male nasce il male, il dolore genera dolore e chi ha ricevuto dolore e male è condannato a restituirlo, in un vortice che sembra inarrestabile.
Ma questa volta la catena del male si rompe, grazie al coraggio di Marco e alla sua fiducia in Don Luigi. Marco non replicherà l’orrore, la colpa del padre non ricadrà sul figlio. Marco si affiderà, con il semplice e infallibile intuito dei bambini, a un puro come lui. Lascerà a se stesso il padre in cui non si riconosce e sceglierà quasi inconsapevolmente un altro padre, che di coraggio e fede ha vissuto ed è morto, in una luminosa affinità elettiva.
Nella notte un volto è un libro “compatto”, essenziale, sintetico anche nella scrittura; è privo di digressioni superflue, di autocompiacimenti, di narcisistici cedimenti alla tentazione, in cui cadono oggi tanti autori di celebrati best seller, di rubare la scena ai personaggi e alla storia.
Qualche piccola debolezza? Mi pare che forse manchi, in qualche momento, il lavoro di lima sulla parola, sull’aggettivo, che manchi quell’espressione precisa che rende perfetta la frase. Forse, inoltre, in qualche momento la trama ha qualche cedimento; forse è stato voluto così, ma l’immagine del bastone rischia di diventare ossessiva, un po’ come l’ascia di Raskol’nikov. Ma questi sono dettagli.
Al di là dei meriti del libro, complimenti a Mauro soprattutto per aver dimostrato, anche lui come Marco, due belle, luminose qualità: FIDUCIA e CORAGGIO." Maria Grazia Mugheddu
Grazie Maria Grazia, infinitamente grazie.
martedì 20 gennaio 2009
La prima presentazione pubblica
Sono lieto di informare che il giorno 31/01 alle ore 18 presso la libreria "Il Capitello" di Venezia ci sarà un "incontro con l'autore" dove la cosa strana è che l'autore sia io. E' una cosa che solo a pensarla mi fa venire mal di testa. Certamente sarà una cosa intima, ma anche se ci saranno due persone, quelle due persone saranno lì per sentire parlare me del mio romanzo.
Il bello di tutto questo è che a tutt'oggi non ho idea di cosa dirò e mi sa che lo saprò il giorno prima.
Come cominciare? Con una citazione? Con un pezzo del romanzo?
Che tono usare? Serio? Ironico?
Accetto consigli... La disperazione fa brutti scherzi...
Il bello di tutto questo è che a tutt'oggi non ho idea di cosa dirò e mi sa che lo saprò il giorno prima.
Come cominciare? Con una citazione? Con un pezzo del romanzo?
Che tono usare? Serio? Ironico?
Accetto consigli... La disperazione fa brutti scherzi...
martedì 13 gennaio 2009
Commenti 4
Un altro lusinghiero commento che arriva. stavolta, da una amica giornalista. Mi piace soprattutto quando dice di non essere arrabbiata per la prima volta del ritardo del suo treno perchè così avrebbe avuto altri 30 minuti per leggere il mio romanzo. Robe grandi. Ecco il commento nella sua interezza:
"Letto tutto di un fiato, nello spazio/tempo che separa Bologna da Roma in un'andata e ritorno di Eurostar.
Lunedì 22 dicembre: tutto intorno mi parla di Natale. La città che lascio e quella che incontro, addobbate a festa, i miei compagni di viaggio con pacchetti e regali e con le valigie di chi sta per raggiungere i parenti del "Natale con i tuoi". Anche il tuo libro mi ha parlato di Natale. Ha saputo predispormi alle Feste, regalarmi emozioni pulite e mi ha scaldato il cuore, lasciandomi quel buon sapore delle cose semplici e belle.
Devo aver di certo suscitato la curiosità degli altri viaggiatori per come ero assorta nella lettura. Imperturbabile ai continui spostamenti degli sbagliaposto e dei non-obliteranti. Impassibile, anzi quasi felice - per una volta-, all'annuncio di 30 minuti di ritardo. Prassi ormai consilidata per Trenitalia, che però questa volta mi ha reso possibile la fine della lettura.
E' sempre emozionante leggere un libro di un amico. Scopri un po'di lui, e spesso anche un po' di te stesso.
Questa volta ho scoperto in te, veramente un bravo talento. Una storia incalzante quanto basta per lasciarti in attesa, concedendoti però il tempo di una lettura attenta e mai agitata. Un modo di descrivere poetico e preciso, al punto che riesci a immaginare l'ambiente e la scenografia del racconto. Di semplice lettura e scorrevole, con alcuni passaggi che ti obbligano a pensare...Mai banale. E con frasi che vorresti sottolineare." Martina Liverani
"Letto tutto di un fiato, nello spazio/tempo che separa Bologna da Roma in un'andata e ritorno di Eurostar.
Lunedì 22 dicembre: tutto intorno mi parla di Natale. La città che lascio e quella che incontro, addobbate a festa, i miei compagni di viaggio con pacchetti e regali e con le valigie di chi sta per raggiungere i parenti del "Natale con i tuoi". Anche il tuo libro mi ha parlato di Natale. Ha saputo predispormi alle Feste, regalarmi emozioni pulite e mi ha scaldato il cuore, lasciandomi quel buon sapore delle cose semplici e belle.
Devo aver di certo suscitato la curiosità degli altri viaggiatori per come ero assorta nella lettura. Imperturbabile ai continui spostamenti degli sbagliaposto e dei non-obliteranti. Impassibile, anzi quasi felice - per una volta-, all'annuncio di 30 minuti di ritardo. Prassi ormai consilidata per Trenitalia, che però questa volta mi ha reso possibile la fine della lettura.
E' sempre emozionante leggere un libro di un amico. Scopri un po'di lui, e spesso anche un po' di te stesso.
Questa volta ho scoperto in te, veramente un bravo talento. Una storia incalzante quanto basta per lasciarti in attesa, concedendoti però il tempo di una lettura attenta e mai agitata. Un modo di descrivere poetico e preciso, al punto che riesci a immaginare l'ambiente e la scenografia del racconto. Di semplice lettura e scorrevole, con alcuni passaggi che ti obbligano a pensare...Mai banale. E con frasi che vorresti sottolineare." Martina Liverani
mercoledì 7 gennaio 2009
La sfida degli sconosciuti
Certo, quando pubblichi un romanzo e non sei nessuno, i primi a cui ti rivolgi sono gli amici, le persone che ti conoscono e che magari - in alcuni casi - te lo comprano solo per non farti dispiacere. Ed è ovvio che ciò sia accaduto anche a me. Non nascondo tuttavia che molti commenti anche di persone amiche sono stati evidentemente più positivi rispetto a quello che una semplice cortesia poteva prevedere.
Ma ci sono due casi che mi preme citare, e sono quelli legati a due persone a me perfettamente sconosciute, fuori dal mio mondo, che non conoscevano nemmeno la mia esistenza prima di aver letto il mio romanzo.
Il primo è un fattorino della DHL che, portando le sue consegne alla reception del luogo in cui lavoro, ha visto il mio libro sul bancone e l'ha voluto acquistare.
Dopo qualche giorno, sempre per il suo abituale giro di consegne, ha lasciato detto alla collega della reception di farmi sapere che il romanzo l'aveva letto subito e che lo aveva molto colpito e gli era piaciuto molto.
L'altro è quello di una signora che faceva i pacchi regalo per la Croce Rossa in uno dei tanti centri commerciali del Veneto durante le giornate pre-natalizie. Un mio carissimo amico era andato lì per farsi impacchettare alcune copie del mio libro da regalare e lei, incuriosita, ne aveva voluta una copia. Il mio amico gliel'aveva venduta (ne aveva altre da parte...) lasciandole il numero perché, nel caso, la chiamasse per dirle se le era piaciuto. Ma sono quelle cose che fai più per cortesia che altro. E invece, dopo qualche giorno la crocerossina lo chiama per dirgli che il romanzo le era piaciuto molto e che ne avrebbe regalato probabilmente delle copie anche lei.
Insomma, questa signora, sconosciuta a me ma anche al mio amico, si è presa la briga di telefonargli per dirglielo. Apposta, capite?
Questi sono i due episodi più belli di questo periodo così denso di soddisfazioni.
Entrare nella vita di sconosciuti con le tue parole e sentirsi dire che in qualche modo li hanno toccati. Che cosa si può volere di più da un primo romanzo? Grazie a questi sconosciuti che ora mi sono amici.
Ma ci sono due casi che mi preme citare, e sono quelli legati a due persone a me perfettamente sconosciute, fuori dal mio mondo, che non conoscevano nemmeno la mia esistenza prima di aver letto il mio romanzo.
Il primo è un fattorino della DHL che, portando le sue consegne alla reception del luogo in cui lavoro, ha visto il mio libro sul bancone e l'ha voluto acquistare.
Dopo qualche giorno, sempre per il suo abituale giro di consegne, ha lasciato detto alla collega della reception di farmi sapere che il romanzo l'aveva letto subito e che lo aveva molto colpito e gli era piaciuto molto.
L'altro è quello di una signora che faceva i pacchi regalo per la Croce Rossa in uno dei tanti centri commerciali del Veneto durante le giornate pre-natalizie. Un mio carissimo amico era andato lì per farsi impacchettare alcune copie del mio libro da regalare e lei, incuriosita, ne aveva voluta una copia. Il mio amico gliel'aveva venduta (ne aveva altre da parte...) lasciandole il numero perché, nel caso, la chiamasse per dirle se le era piaciuto. Ma sono quelle cose che fai più per cortesia che altro. E invece, dopo qualche giorno la crocerossina lo chiama per dirgli che il romanzo le era piaciuto molto e che ne avrebbe regalato probabilmente delle copie anche lei.
Insomma, questa signora, sconosciuta a me ma anche al mio amico, si è presa la briga di telefonargli per dirglielo. Apposta, capite?
Questi sono i due episodi più belli di questo periodo così denso di soddisfazioni.
Entrare nella vita di sconosciuti con le tue parole e sentirsi dire che in qualche modo li hanno toccati. Che cosa si può volere di più da un primo romanzo? Grazie a questi sconosciuti che ora mi sono amici.
martedì 6 gennaio 2009
Commenti 3
Continuano ad arrivarmi i commenti dei lettori e volentieri pubblico con loro autorizzazione.
"(...) Grazie per le belle pagine del tuo libro, l'idea di un tema così scottante come una violenza in famiglia che può essere sia fisica che morale mi faceva star male, ma poi spinta dalla curiosità di leggerti che dire mi sono fatta coinvolgere, ed il libro mi ha coinvolto dalle prime righe, ti prende e ti fa vivere insieme al protagonista nelle sue azioni e nel suo pensare sembra davvero di essere nella sua testa, terribilmente intenso sono stata spronata al concluerlo in due giorni tutto di un fiato.
Il sacerdote poi mi ricordava tantissimo soprattutto nella battute iniziali il Don Abbondio dei Promessi Sposi, con il vantaggio di un coraggio che solo la fede più profonda può regalarti." Daniela Cipolletti
"(...) Grazie per le belle pagine del tuo libro, l'idea di un tema così scottante come una violenza in famiglia che può essere sia fisica che morale mi faceva star male, ma poi spinta dalla curiosità di leggerti che dire mi sono fatta coinvolgere, ed il libro mi ha coinvolto dalle prime righe, ti prende e ti fa vivere insieme al protagonista nelle sue azioni e nel suo pensare sembra davvero di essere nella sua testa, terribilmente intenso sono stata spronata al concluerlo in due giorni tutto di un fiato.
Il sacerdote poi mi ricordava tantissimo soprattutto nella battute iniziali il Don Abbondio dei Promessi Sposi, con il vantaggio di un coraggio che solo la fede più profonda può regalarti." Daniela Cipolletti
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