mercoledì 31 dicembre 2008

Un altro commento 2

Oggi è la giornata dei commenti. Me ne arriva un'altro e lo pubblico così com'è, nella sua semplicità. Ed è il commento di una persona che non l'ha ancora finito... Promette bene.

"Mi coinvolge emotivamente e ho la sensazione di essere catapultata all'interno delle pagine.....sospesa nel tempo" Fabiola Faccioli.

Un altro commento

Ricevo moltissimi commenti a voce e sono perlopiù entusiastici (forse perchè gli altri non mi dicono nulla?) ma quando ricevo un commento scritto non posso non riportarlo così com'è:

"e bravo Bighin! scrive bene, tesse e sviluppa la sua trama con ritmo, senza tempi morti. anche se, visto il protagonista e la sua età, il finale è intuibile, resta il fatto che la storia va giù come un bicchiere di acqua fresca in pieno agosto: piacevole. Dalmi"

mercoledì 24 dicembre 2008

Una pagina del romanzo sul Natale, come augurio

Coincidenza vuole che il mio romanzo sia ambientato proprio nel periodo di Natale, proprio come lo stiamo vivendo, denso di nebbia. Allora come augurio, che cosa meglio di una pagina del romanzo che parla proprio del Natale? E' l'inizio del XV capitolo. Buon Natale a tutti!
"La campana del Gloria segnava ancora una volta la vittoria su tutto.
La chiesa era illuminata a giorno, come succedeva solo due volte all’anno, a Natale e a Pasqua. La gente continuava ad entrare senza sosta. Sembrava che il freddo li spingesse dentro a forza e molti sguardi vagavano persi, senza sapere su cosa fermarsi, come se quella fosse stata la prima volta che entravano in quel luogo.
In mezzo all’altare la statua del bambino era ancora coperta dal drappo che dopo qualche istante lui avrebbe sollevato. Pensava che non vi fosse poi troppa differenza tra quella gente e i pastori di una volta, se non che vi erano migliaia di anni di storia che confermavano quell’annuncio. In qualche modo erano privilegiati a venire dopo tutto quel tempo. I pastori vedevano un bambino come altri e una promessa; quella gente invece poteva godere di una tradizione che si tramandava, di miracoli accaduti, di testimonianze infinite.
Tante conferme che quell’avvenimento avrebbe sul serio cambiato le cose. Eppure doveva sforzarsi a credere che quella gente fosse lì, anche quella notte, per il riconoscimento di qualcosa che era accaduto anche a loro. Era così e non lo sapevano. Avrebbe provato un’altra volta, quella notte.
Il canto del Gloria echeggiava nel calore della chiesa ed era abbastanza lungo per permettergli di scrutare quasi uno ad uno i volti di quelle persone. Li conosceva tutti. O meglio, ne conosceva il nome.
Si rendeva conto che gli ultimi giorni l’avevano lasciato come nudo di fronte al mistero che si celava dietro ognuna di quelle vite. Lui ne conosceva solo alcuni frammenti, ma si chiedeva quali altri storie si nascondessero dietro quegli occhi, quali gesti compissero quelle mani, quali passi seguissero quei piedi.
Aveva avuto la possibilità di scoprire solo uno di quei misteri ma era come una piccola finestra spalancata improvvisamente su un mondo più vasto che pensava diverso.
Lì fuori è tutto differente, si diceva, mentre i ragazzini ribadivano l’annuncio dei loro alleluia urlati senza freno. Tutto come quella volta, eppure tutto diverso. Era più forte il canto degli angeli dal cielo o quell’innocente onda sonora che saliva dalle voci di quei bambini? Che cosa attirava quei pastori? Che cosa aveva portato lì questa gente? "

lunedì 15 dicembre 2008

Il primo commento di una lettrice

Mi è arrivato il primissimo commento di una lettrice che merita di essere un post per se stesso. Ringrazio Elisa per le sua parole benevole e scritte con passione che mi lusinga e mi commuove:

<<"... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... leggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ..."
A. Baricco

Un libro che inizia è da sempre un rifugio, una speranza. la custodia delle nostre paure.
Si inizia un libro sperando che ci porti via con sè, che ci porti lontano, che ci mostri una strada nuova, che non conoscevamo prima.
Speriamo che i suoi protagonisti ci prendano per mano, ci accompagnino. Fino all'ultima riga, all'ultima parola.
E lì, all'ultima parola, ci lasceranno di nuovo soli.
E ne sentiremo la mancanza.

Queste formine di vetro che chiamiamo libri.
Riescono a lasciarci colori nelle dita, voci dentro la testa.
Sento la voce di Elvira, vedo la veste nera del Padre che si impiglia nella bici mentre corre per le stradine nella notte.

Grazie a questo vetraio, un po' burbero nella vita di tutti i giorni ma capace di poesia quando inizia a soffiare.
Grazie a questo vetraio che ha certamente soffiato con fatica (perchè immagino quanto sia difficile dare una forma a quel vetro), amore, attenzione.
Grazie a questo vetraio che mi ha riempito di meraviglia, come forse ormai solo certi libri riescono a fare.
Che mi ha regalato mani che mi hanno stretto nelle loro fino all'ultima parola.

Non si può davvero capire la dolcezza fino a quando non si è chinata tutta la propria vita sulla prima riga della prima pagina di un libro.

Grazie Mauro, per questa formina di vetro su cui chinare la propria vita per un momento.
Un momento che sa di buono, che custodisce ogni paura.>>


Grazie Elisa, altrochè

venerdì 12 dicembre 2008

Primi riscontri alla lettura

La cosa più bella per uno che scrive (ho sempre molto timore a usare la parola "scrittore" per me stesso) credo sia sentirsi dire da un'amica che ha messo la sveglia alle 6.30 del mattino per poter finire di leggere il mio romanzo, cominciato solo pochi giorni prima. Non so se sono sentimentale ma mi sembra il più bel complimento finora ricevuto. E' una cosa che fai solo per qualcosa che ami, che sai che ti può corrispondere, che ti può dare gioia. Altrimenti è un sacrificio che difficilmente uno fa. Mettere la sveglia presto non per andare a lavorare, non per vedere un gran premio di F1, ma per finire di leggere un libro. E quel libro è il tuo. Confermo, la cosa più bella che uno che scrive può sentirsi dire. Spero che questa amica mi dia il permesso di pubblicare qui il suo commento.

domenica 7 dicembre 2008

Refusi

Una paroletta che è però un maledetto eufemismo per dire "errori". Solitamente di battitura e solitamente che nessuno ha visto nella correzione delle bozze. Ebbene, oggi me ne hanno fatto notare addirittura uno nel risvolto di copertina. Che figura... Poi altri nel testo. Segnalatemi pure quelli, che è di buon auspicio per una futura ristampa... Grazie

domenica 30 novembre 2008

Il risvolto di copertina, per farvi un'idea

Una storia che ha un protagonista inconsueto che viene coinvolto – suo malgrado - in una storia di terribili violenze familiari dai toni “noir”.
Un vecchio sacerdote che, aiutato dalla sua fedele perpetua, cercherà di rompere il cerchio di violenza e di male, fino ad arrivare a mettere in atto un rocambolesco piano di liberazione del ragazzino e di sua madre, vittime di un ricatto terribile.
Attraverso le vicende della storia il protagonista trapasserà zone per lui ancora inesplorate del male e della violenza, fisica e morale, in un contesto drammatico sia interiore che esteriore. Si confronterà con un personaggio che non conosce limite al male da sé compiuto.
Una storia incalzante il cui ritmo cresce di pagina in pagina, fino all’apoteosi finale dove si confrontano il bene e il male in maniera del tutto inaspettata. Da questo confronto nascerà la consapevolezza, in tutti i personaggi, del dono di una nuova e più potente paternità. Nel buio della notte c’è il riverbero di un volto.

sabato 29 novembre 2008

Un sogno che si avvera: pubblicare un romanzo

Eh sì, è stata dura ma alla fine ci sono riuscito. I sacrifici sono tutti lì ma quel che conta è che ora è qui davanti ai miei occhi, nelle mie mani, nella sua concretezza di copertina, pagine e tutto il resto. Hanno pubblicato il mio romanzo e la gioia, potete immaginarlo, è enorme che ti verrebbe da condividerla con il mondo intero. Niente ambizioni di successo, ma solo una tua cosa che viene proposta a tutti, ed è già un miracolo.
Ora spero che qui chiunque avrà il coraggio di leggerlo possa lasciare una traccia, un commento, chiedermi un parere, spiegazioni su come mai, sul perchè e sul percome. Spero che qui ognuno possa dirmi quello che ne pensa, nel bene e nel male. Faites votre jeux. E comunque grazie.