
Ho lasciato decantare un poco le emozioni della serata di presentazione del mio romanzo nella mia città, con la mia gente, i miei amici e anche chi non mi conosceva.
Perché avrei scritto solo frasi di entusiasmo e invece voglio raccontare, per chi non ha potuto esserci e magari avrebbe voluto, o semplicemente per chi è curioso di cosa possa provare uno come me durante un evento del genere.
Le regole del web e dei blog in particolare dicono di essere brevi, e allora dividerò le cose.
Comincio con l'attesa.
Il mio amico Paolo mi accompagna verso la sala dove tutto si svolgerà. Arrivo presto e trovo già Alessandra, Sandro e Caterina, cioè i miei editori. Gente che si è mossa in prima persona per me, chiedendo la sala, contattando il Comune per il patrocinio, organizzando i volantini e tutte le comunicazioni (compreso la notizia su Il Gazzettino...). Insomma sono appena arrivato e già mi sento grato.
Ricordavo la sala come più piccola di quello che effettivamente è. Penso subito che non si riempirà, ma alla fine non è proprio un pensiero che mi tocca più di tanto. Certamente è la sala giusta dove fare una cosa del genere. Il luogo che avevo sempre pensato quando immaginavo la presentazione di questo mio primo romanzo. Una bella cappella dei Padri Filippini, pareti lignee e un bel crocefisso scuro su sfondo rosso dietro al tavolo degli oratori. I colori della mia copertina e una metafora anticipata del titolo.
Trovo ad aspettare fuori dalla porta un amico di Cremona che stentavo a riconoscere al buio (pensavo fosse un giornalista...). Danilo è venuto da Cremona apposta. E lì già la mia emozione subisce un colpo basso. Un amico parte da Cremona per me, fa tutta quella strada, lascia a casa moglie e bambini, per venire a sentire me che parlo del mio libro. Non è una cosa grandiosa? Per me basterebbe anche quello, la serata avrebbe già un senso, ma le sorprese non finiscono. La sala è ancora vuota e io sono già felice.
...sono il "giornalista" di Cremona: per dovere di cronaca volevo ricordare che era il 13 marzo. Scherzi a parte: conosco Mauro da quasi vent'anni ma ci vediamo raramente. Il leggere il libro di qualcuno che conosci personalmente dà un effetto strano. Ti ricordi chi è ed al tempo trascorso insieme,pensi a cosa vuole dire o comunicare. E' uno stimolo ulteriore alla lettura ed a farla con meno superficialità. L'andare alla presentazione, d'obbligo dopo la piacevole lettura del libro, non è stata assolutamente una fatica ma il piacere di riincontrarsi dopo quasi sei anni e capire, un'altra volta, che quando c'è una sincera amicizia non contano tempo e distanze. Grazie infinite Amico mio.
RispondiEliminaDanilo