Coincidenza vuole che il mio romanzo sia ambientato proprio nel periodo di Natale, proprio come lo stiamo vivendo, denso di nebbia. Allora come augurio, che cosa meglio di una pagina del romanzo che parla proprio del Natale? E' l'inizio del XV capitolo. Buon Natale a tutti!
"La campana del Gloria segnava ancora una volta la vittoria su tutto.
La chiesa era illuminata a giorno, come succedeva solo due volte all’anno, a Natale e a Pasqua. La gente continuava ad entrare senza sosta. Sembrava che il freddo li spingesse dentro a forza e molti sguardi vagavano persi, senza sapere su cosa fermarsi, come se quella fosse stata la prima volta che entravano in quel luogo.
In mezzo all’altare la statua del bambino era ancora coperta dal drappo che dopo qualche istante lui avrebbe sollevato. Pensava che non vi fosse poi troppa differenza tra quella gente e i pastori di una volta, se non che vi erano migliaia di anni di storia che confermavano quell’annuncio. In qualche modo erano privilegiati a venire dopo tutto quel tempo. I pastori vedevano un bambino come altri e una promessa; quella gente invece poteva godere di una tradizione che si tramandava, di miracoli accaduti, di testimonianze infinite.
Tante conferme che quell’avvenimento avrebbe sul serio cambiato le cose. Eppure doveva sforzarsi a credere che quella gente fosse lì, anche quella notte, per il riconoscimento di qualcosa che era accaduto anche a loro. Era così e non lo sapevano. Avrebbe provato un’altra volta, quella notte.
Il canto del Gloria echeggiava nel calore della chiesa ed era abbastanza lungo per permettergli di scrutare quasi uno ad uno i volti di quelle persone. Li conosceva tutti. O meglio, ne conosceva il nome.
Si rendeva conto che gli ultimi giorni l’avevano lasciato come nudo di fronte al mistero che si celava dietro ognuna di quelle vite. Lui ne conosceva solo alcuni frammenti, ma si chiedeva quali altri storie si nascondessero dietro quegli occhi, quali gesti compissero quelle mani, quali passi seguissero quei piedi.
Aveva avuto la possibilità di scoprire solo uno di quei misteri ma era come una piccola finestra spalancata improvvisamente su un mondo più vasto che pensava diverso.
Lì fuori è tutto differente, si diceva, mentre i ragazzini ribadivano l’annuncio dei loro alleluia urlati senza freno. Tutto come quella volta, eppure tutto diverso. Era più forte il canto degli angeli dal cielo o quell’innocente onda sonora che saliva dalle voci di quei bambini? Che cosa attirava quei pastori? Che cosa aveva portato lì questa gente? "
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