martedì 3 febbraio 2009

Incontro con l'autore - Venezia 31 gennaio 2009


Alla fine è stato tutto più semplice di quanto immaginassi.
In una piccola e famosa libreria di Venezia, Il Capitello, Federica ha ricavato un angolo per incontri mensili con autori di libri, locali e non. Oggi tocca a me. Entro e non c'è ancora nessuno e vedo quelle sedie vuote. Comincio ad immaginare chi si sarebbe seduto lì, semmai qualcuno fosse venuto. Perchè mi domando sempre, ma chi può venire ad ascoltare me? E dimentico che vengono anche per il mio libro. Quello l'ho scritto, è lui la causa.

Poi arrivano alla spicciolata, gente di età diverse, da chissà quali case si sono mossi. Che cosa hanno lasciato per venire fin da me? E cominciano a sedersi, aspettano l'autore che invece è lì e li guarda, uno ad uno.
Arriva il momento di cominciare e la saletta è già piena. Una ventina di persone, mica cento. Ma uno spettacolo vederli attendere che si cominci, attendere me.

Federica, la libraia, introduce familiarmente e Federico, lo scrittore e organizzatore, sottolinea che il libro è bello anche da vedere. Poi Alessandra, la mia editrice, dice cose di me che è bello ascoltare. Parla di amicizia, riconoscenza, quando lì di riconoscente ce n'è uno solo, e quello sono io.
Poi tocca a me. Dico da dove è nato il romanzo, da dove nascono quei personaggi e la storia non prefissata. Dico del dono che ho ricevuto. E tutti guardano e ascoltano. Mi sentono parlare di un vecchio prete che è il protagonista. Subito la domanda prevista: perchè un prete? Perchè una perpetua? E io spiego.
La domanda più bella: ma in questo romanzo con due vecchi come protagonisti, c'è una storia d'amore, vero? E solo chi l'ha letto poteva fare questa domanda. Certamente, c'è l'amore ma non è quello che ci si aspetta, c'è un'amore più grande che è rispetto, dedizione, amore al destino dell'altro.
Poi si parla di poesia. C'è legame tra la mia poesia e il romanzo? E come è possibile che sia diverso? Io scrivo e basta, poesia e romanzo si intrecciano. Leggo pagina 67. Federica legge il prologo e mi viene un brivido ad ascoltare le mie parole lette così.
Alla fine vengono a farsi fare le dediche come si usa, ma io lo faccio per la prima volta ed è incredibile. C'è anche la mia amica Federica (eh sì, è la serata dei Federico e Federica in abbondanza...) che mi ha commosso portandosi dietro la suocera (una signora gentile e attenta) e il marito.

Insomma un'ora piena di emozioni vere, difficili da raccontare. Allora ci pensa Giulia che scatta le foto e ve le offro. L'incontro con l'autore è terminato con un bicchiere di prosecco. L'autore ringrazia.

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